Alla scoperta dell’incantevole Ostia Antica - Una giornata dedicata alla scoperta di una delle città più importanti romane
 
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    Pantini Pudente Cultura 26/04/2018 26/04

    Alla scoperta dell’incantevole Ostia Antica

    Una giornata dedicata alla scoperta di una delle città più importanti romane

    ROMA La visita dei resti del castrum (insediamento fortificato) e l’attraversamento di parte del fiume Tevere hanno caratterizzato il giorno 20 aprile 2018.

    Durante la tarda mattinata, dopo alcune ore di viaggio in compagnia delle classi 1°A, 1°D e 1°I, abbiamo appreso varie curiosità sulla storia e sulla morfologia del rinomato corso d’acqua che attraversa la capitale. Siamo partiti nei pressi del Ponte Marconi (il ponte più grande della Città Eterna), nella parte est di Roma, per poi attraccare nelle vicinanze del parco archeologico di Ostia. Nel corso dei secoli, il Tevere è sempre stato cardine della nascita e dello sviluppo di città come Ostia e Roma e di porti come quello dell’Emporio (l’attuale Testaccio), di Ripa Grande e Ripetta. Il fiume in questione è il terzo più lungo d’Italia, subito dopo il Po e l’Adige, e nasce sulle pendici del Monte Fumaiolo per sfociare nel Mar Tirreno tra Fiumicino e Ostia. Molte leggende, usi e tradizioni romane, sia antiche che moderne sono riconducibili al fiume, a partire da Romolo e Remo arenati in una cesta sulle sue sponde. Si deve tener presente che il tratto del fiume ha subito dei mutamenti naturali e artificiali significativi tra il XVI e il XIX secolo. La realizzazione di numerose dighe, unitamente allo sviluppo del trasporto stradale e ferroviario, ha completamente annullato l'utilizzo del fiume come via di comunicazione ed oggi la sua navigazione avviene solo per scopi turistici e/o sportivi.

    Nella seconda parte della giornata abbiamo ripercorso le antiche vie, parlando e immaginando lo splendore di questa città. Ostia trae il suo nome da Ostium, bocca, cioè la foce del fiume. È qui, infatti, che un tempo il Tevere terminava il suo corso prima di buttarsi nel Mar Tirreno, anticamente molto più vicino. Il parco archeologico di Ostia Antica comprende 70 ettari ed è uno dei meglio preservati. Le fonti riportano che Ostia fu fondata dal re Anco Marzio nel VII secolo a.C. e, inoltre, che l’insediamento romano, mirato al controllo della costa e alla realizzazione del porto fluviale Portus Urbis, avvenne nel IV secolo a.C. Ostia fu una città cosmopolita, con etnie e culture differenti. Gli scavi iniziarono nei primi del 1800, tuttavia oggi si continua a scavare e l’antica Ostia riserva ancora sorprese.

    Questa esperienza ha alimentato in noi la voglia di conoscere e di apprendere il passato, e ci ha immedesimato in quella che era la vita quotidiana degli antichi.

     Benedetta Ierbs, Chiara Pezzotta e Cristel Recchiuti, IG


    La nostra prima tappa parte da un piccolo molo sul Tevere, dove ad aspettarci c’è la “Rea Silvia”, l’imbarcazione che ci porterà, in due ore di navigazione, presso gli scavi della città antica.

    Ci imbarchiamo quindi, nei pressi di Ponte Marconi. Durante il tragitto la nostra guida ci spiega la vera importanza di questo fiume: circa mille anni fa era la principale via di comunicazione per i commercianti. Interessante era soprattutto il modo in cui si risaliva il fiume: alle imbarcazioni erano legate diverse funi, che erano a loro volta collegate a dei buoi, così la loro forza riusciva a far risalire controcorrente la barca. Durante la navigazione abbiamo anche avuto una piacevole sorpresa: con la “Rea Silvia” ci siamo accostati a delle tartarughe, anche se era molto difficile riuscire vederle, dato che si mimetizzavano molto bene con la vegetazione circostante. Una volta ormeggiata l’imbarcazione, abbiamo camminato per poche centinaia di metri, fino ad arrivare agli scavi di Ostia Antica.

    Il nostro tour tra le rovine della vecchia città comincia con la visione dei cimiteri civili e delle tombe semplici (distaccati, al tempo, dalla città antica per una questione di decoro urbano). Qui erano sepolte le persone di basso rango sociale. Ci avviamo poi verso la via principale della città. L’ambiente circostante è da considerarsi, però, diversamente: entrambi i lati della strada devono essere immaginati costeggiati da grandi arcate che formano ampi portici, con tante piccole botteghe al di sotto. Finalmente arriviamo in un punto panoramico: la vista è sorprendente! Le strutture di vecchie domus e insulae formano varie linee, nel loro insieme molto simmetriche e piacevoli da guardare. Entriamo poi nel Thermopolium, una sorta di antica osteria, dove ci si poteva rifocillare e mangiare pasti freddi. Al centro della sala era presente una grossa anfora infissa nel terreno, che poteva custodire fino a mille litri di vino. Ci dirigiamo poi verso i caseggiati, dove anche qui molto probabilmente erano presenti delle botteghe al piano terra. Alle “insulae” vere e proprie si accedeva dalle scale esterne mentre l’ambiente interno era illuminato e riscaldato da dei focolari, spesso anche molto pericolosi. Subito dopo arriviamo al teatro, dove erano anticamente rappresentate tragedie e commedie. Anche questo è da immaginare però, molto più alto di quanto non lo sia ora. Infatti, con il passare del tempo, si è persa la seconda platea, che dava l’accesso al porticato superiore, retto da delle colonne.

    Anticamente doveva esserci un’ottima acustica, anche se la conformazione odierna non la permette. Segue poi la visita alle terme. Erano divise in calde e fredde e sono tutt’ora ben riconoscibili: quelle calde, infatti, erano provviste di tubature per il riscaldamento, alcune delle quali ancora visibili. Si distinguevano anche le terme pubbliche da quelle private, da cui si può evincere la moderna concezione dei Romani del lavarsi e rilassarsi. Ci soffermiamo anche sulle latrine pubbliche: un’ingegnosa struttura romana molto simile alla nostra concezione moderna di bagno. L’ultima tappa del nostro tour è nell’antico foro: l’incrocio del cardo e del decumano massimi, nonché centro sociale della città. Subito spicca per altezza e imponenza il “capitolium”, il tempio dedicato alla Triade Capitolina: alla base vi è l’altare, dove chiunque poteva pregare.

    Andrea Cardone



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