All’ombra dell’arte, la realtà del furto d’arte - Kibbitzer e lo strano caso di cronaca attorno all’artista
 
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All’ombra dell’arte, la realtà del furto d’arte

Kibbitzer e lo strano caso di cronaca attorno all’artista

L’anno scorso il programma “Le Iene” ha mandato in onda su Italia 1 un servizio nel quale, sia pure sgranato e ribaltato, compariva un disegno dell’artista italiana conosciuta come “Kibbitzer”, senza l’autorizzazione di quest’ultima. Purtroppo, casi come questo sono all’ordine del giorno su internet, dove il lavoro degli artisti viene troppo spesso trattato con leggerezza, permettendo così una vasta diffusione del plagio, chiamato più semplicemente “art theft” (lett. “furto d’arte”), in ambienti come DeviantArt, una comunità online di artisti e appassionati dove è attiva anche la suddetta Kibbitzer e dove il plagio assume proporzioni consistenti.

Ma cosa può essere considerato plagio? Secondo Wikipedia, con questo termine si indica, nel diritto d’autore, un’ “appropriazione, tramite copia totale o parziale, della paternità di un’opera dell’ingegno altrui”; questa pratica esiste sin dai tempi dell’Antica Roma, quando copie delle statue greche venivano spacciate per originali e usate per nobilitare le case dei patrizi, ed è sopravvissuta fino ai giorni nostri. Se una volta però il falsario doveva impiegare tempo ed energie per fare una copia dell’opera originale, oggi con l’aiuto della tecnologia è diventato tutto molto più facile : alcune forme di plagio sono molto evidenti, come il semplice salvare un’immagine da un profilo per poi pubblicarla altrove spacciandola per propria, altre più subdole, come scaricare immagini e cancellare la firma dell’autore, ricalcarle (il cosiddetto “tracing”), ricolorarle o ritagliarle. A volte alcuni plagiatori sono andati anche oltre, come è accaduto nel 2014, quando alcuni design originali sono stati venduti su siti come Hot Topic senza alcun permesso dei loro autori. In genere però coloro che plagiano lo fanno semplicemente per ricevere complimenti immeritati, e per questo sulle loro azioni si tende purtroppo a chiudere un occhio : molti si nascondono dietro la scusa della presunta ineluttabilità del plagio, che alcuni sostengono addirittura una forma di lusinga, quando in realtà esso non è dissimile da qualunque altra forma di furto. Ciò che accomuna un falsario a chi decide di lasciar correre è la scarsa considerazione che entrambi hanno per l’impegno che ogni artista mette in ciascuna delle sue opere, che costituiscono il punto d’arrivo di un percorso formativo, intrapreso per passione, che per molti parte sin dalla tenera età.

Si dice che mentre disegnava in un parco, Picasso fu avvicinato da una donna che gli chiese di farle un ritratto. Il pittore la osservò per qualche momento e con poche pennellate le realizzò ciò che desiderava. Quando la donna domandò il prezzo, il pittore rispose che gli doveva cinquemila dollari. Lei, interdetta, chiese come fosse possibile che una cosa per la quale aveva impiegato solo qualche secondo del suo tempo potesse costare così tanto. Il maestro allora rise, rispondendo che in realtà per realizzare una cosa così gli ci era voluta una vita intera. Episodi simili vengono attribuiti anche a numerosi altri artisti, perché fa parte della storia di tutti loro : spesso si bada di più ai risultati che a ciò che li ha preceduti, e in questo caso come in altri, non è sempre un bene.

Roberta Grassi


Parole chiave:

arte , internet , plagio

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